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Su Pier Paolo Pasolini…

June 25, 2007

Sono molto d’accrodo con l’appello lanciato da Walter Veltroni sulla riapertura dell’inchiesta sull’assassinio di Pier Paolo Pasolini. C’è un risarcimento che noi tutti dobbiamo ad uno dei più grandi intellettuali che il nostro Paese abbia mai avuto ed è la ricerca della verità sulla sua morte coperta, come molte altre di questo paese, da molti lati oscuri, da troppi lati oscuri. A più di trenta anni da quel maledetto giorno di novembre è sempre più evidente che la “verità” di allora non è nè accettabile nè credibile. Roma, che ha avuto tanto da Pasolini, e ora giustamente , tramite il suo Sindaco si adopera affinchè la giustizia chiarisca ogni mistero. Chi visse quei momenti non può dimenticare lo stupore, l’incredulità di fronte alla notizia dell’assassinio  di Pasolini. Lo sbigottimento e il dolore non impedivano però di comprendere come ci trovassimo di fronte a un fatto sconvolgente, a qualcosa che non era dissimile dalle stragi fasciste che avevano insangiunato l’Italia negli anni precedenti. Tutti sentivano che, dietro i crudeli particolari del fatto di cronaca si fosse consumato un delitto che aveva il chiaro significato di mettere a tacere una voce scomoda, libera, un intelletuale che aveva ed esprimeva una lucida, intransigente visione sulla condizione della società italiana. Pochi credettero al gesto violento e balordo della profonda periferia romana. Solo poco tempo fa Pelosi si è deciso a dire che la verità non era quella emersa al processo, senza spiegare bene cosa avvenne. Guardando oltre la cronaca l’assassinio di Pasolini  sembrò già allora e sembra ancor più oggi un attacco a quella cultura che contribuì negli anni ‘60 e ‘70 a far crescere la coscienza civile e lo spirito pubblico del nostro paese, a far evolvere quella cultura che sprovincializzò l’Italia, che seppe mettere in discussione gli equilibri e i modelli culturali dominanti . Molto forte fu il rapporto che si consolidò tra Pier Paolo Pasolini e la Federazione dei Giovani Comunisti a Roma. Il rigore pasoliniano aiutava a comprendere come la politica di sinistra dovesse essere un’idea e una pratica fondante su una profonda tensione morale, su un’idea forte di trasformazione del mondo. Quante volte in questi anni ci siamo sentiti dire o ci siamo detti che nella cultura Italiana manca una voce come quella di Pasolini. Manca una voce , per dirla alla Severino “un’increspatura del mito” dove il mito e la realtà che sembra immutabile e incapace di trasformazione. Un’increspatura e un graffio che solo la ragione critica e lo scritto corsaro può mettere in campo. Egli e la sua opera stanno nella grande scia tutta italiana che affonda le sua radici nella Ginestra di Leopardi, nei grandi moralisti che ci hanno sempre richiamato all’impegno e alla coerenza nelle scelte personali e collettive.

Antonio E. 

One comment

  1. Penso che ricordare Pier Paolo Pasolini sia un dovere morale da parte di tutti coloro i quali si reputano di sinistra!



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