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Contro la pena di morte

June 14, 2007

Delle volte si rischia, soffermandosi a esaminare solo la  contingenza dei fatti, ciò che è contemporaneo alle nostre azioni, di tralasciare, di dimenticare certi temi di rilevanza mondiale. Parlo della proposta, di cui l’Italia è baluardo, di una moratoria internazionale per la pena di morte. Uno dei  rari casi di  concordanza tra i  partiti che ci rappresentano. Un esempio di civiltà proprio della storia, del vissuto del nostro Paese, della nostra Europa. Tutti d’accordo, tutti favorevoli ad appoggiare una proposta (e insieme una protesta)  perchè nessuno Stato sia assassino, perchè nessuno tocchi Caino. Ci uniamo al coro unanime che da ogni dove si sta levando perchè quello alla vita sia  concretamente un valore indisponibile.  Nessuno Stato democratico può ammettere, tra le forme della legalità, una giustizia, una politica che si macchi  tali crimini. Rabbrividisco quando sono spettatrice di argomentazioni  (per fortuna diventate più uniche che rare)  a sostegno di punizioni totali, assolute, che mettano fine una volta per tutte a uomini o donne che hanno peccato. Propria dell’uomo è la capacità di compiere atti più elevati rispetto a quelli degli animali, ma propria dell’uomo è anche la possibilità di toccare infimi fondi di inciviltà, ben peggiori di azioni compiute da bestie. Chi uccide, chi commette un crimine, può pentirsi, può decidere di ripensare, di rimoludare il proprio passato, di trascendere dalle proprie scelte. Un uomo, seppur privato della sua liberta fisica, può essere rieducato, può voler cambiare e  essere riammesso nella società. Proprio questa, spesso, è centro di imputazione di scelte sbagliate, può aver contribuito a deviare, ad annichilire un essere umano.  Non giustifico un uomo o una donna che abbiano volutamente, premeditatamente ucciso un loro simile; condanno fermamente, in maniera inappellabile, uno Stato che ha spinto una leva, premuto un pulsante, girato una manovella per spegnere una vita….

Anna Maria P.

One comment

  1. Sono daccordissimo nel dire no alla pena di morte…anche se in Italia oggi la legge è troppo garantista, chi ha soldi e un buon avvocato da colpevole certo diventa innocente, mentre un povero cittadino che non ha i soldi per arrivare a fine mese per aver rubato un proscitto si fa sette(7)anni di carcere…ridicolo!! Quindi dico che la giustizia sia veramente uguale per tutti e che ci sia CERTEZZA della pena.



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