h1

Per la libertà…

October 2, 2007

 peacock.jpg

Una macchia di rosso e un pavone,  simboli della resistenza del popolo Birmano, esprimiamo la nostra solidarietà a sostegno di tutti coloro i quali in queste ore rischiano la loro vita nella lotta per la  libertà.

h1

Blog per il Partito Democratico

August 18, 2007

E’ online il blog dei giovani calabresi per il partito democratico!

Corri a visitarlo!

http://giovanipdcalabria.ilcannocchiale.it/

h1

Pere che pompelmo faccia mele

August 7, 2007

Potremmo dire mille grazie a Cosimo Mele. D’ora in poi quando i moralisti ci faranno il “pistolotto” sui valori sulla morale, sulla decadenza dell’occidente che ha perso le radici cristiane, potremmo dire che dopo il caso Mele, quntomeno sarebbe meglio moderare l’estremismo sessuofobico, omofobico e il clericalismo da convenienza elettorale. Intanto l’UDC, con il prode Volontè in testa, avrebbero dovuto annullare la ridicola parata proibizionista del mercoledì, pochè rappresenta un insulto alla Camera dei deputati e al proprio gruppo parlamentare. Che i moralisti siano i primi peccatori è ormai dimostrato da una miriade di scandali piccanti che li ha visti coinvolti.

Il paradosso, o se vogliamo il grottesco, è che solamente in Italia abbiamo i leader divorziati, nessuno escluso della destra, che sono contro il divorzio breve. Abbiamo leader politici conviventi che sono contro le leggi sui conviventi, che si fanno vedere con collezioni di amanti e poi vanno al Family day accolti da grandi ovazioni, sempre a destra abbiamo gli “atei devoti”. Dopo il caso Mele abbiamo una nuova categoria che è venuta alla luce: i moralisti delle 12 ore, le altre 12 le passano a fare i collaudatori di testosterone.

Antonio E.

h1

Statale 106: non vogliamo un altro eterno cantiere aperto!

July 13, 2007

Dopo il secondo attentato subito in poco più di una settimana dall’impresa siciliana “Gioiosa Scarl” impegnata nella costruzione della  variante della Statale 106 nei pressi di Marina di Gioiosa Jonica il coordinamento della Sinistra Giovanile della Locride condanna fermamente il vile attentato. La sfrontatezza di quest’ultimo atto criminoso la dice lunga, in pieno giorno dando prova della forza delle ‘ndrine, certi della loro impunità e della debolezza dello Stato in questo territorio. Come organizzazione cerchiamo di mettere in evidenza i pregi e le difficoltà della Locride, dove la presenza della ‘ndrangheta purtroppo, oggi, è più forte di quella dello Stato, dove le richieste di attenzione e voglia di sviluppo di questa terra, che passano principalmente dalla propria vocazione turistica e dalla necessità di avere strade “moderne” vengono puntualmente disilluse. Con fermezza e ad alta voce chiediamo che le Istituzioni bandiscano le chiacchere per dimostrare con i fatti che anche nella Locride quando c’è la volontà le opere di ammodernamento si possono progettare e portare a termine nei tempi e nei modi previsti. Da questa certezza che noi della Sg chiediamo una forte presa di posizione da parte del Prefetto De Sena e dal Vice-Ministro all’Interno Minniti, rimasti inermi davanti a questo attacco dello Stato, che scendano in campo a tutela dei cittadini onesti della Locride che sono la strgrande maggioranza, utilizzando tutti i mezzi a loro disposizione per permettere che la Statale 106 non diventi un eterno cantiere aperto come la SA-RC, e che i lavori non finiscano nelle mani di ditte collegate alle “famiglie” locali, perchè per la nostra terra questo potrebbe essere l’ultimo treno e non possiamo più far finta di niente e guardare mentre la nostra generazione  prospetta per essa un futuro lontano dalla Calabria.

Domenico M.  

h1

“La passione che cambia il futuro” – Festa della Sinistra Giovanile Nazionale

July 1, 2007

festa_nazionale_sg1.jpg 

Prende il via il 5 luglio la Festa Nazionale della Sinistra Giovanile, avrà sede a Livorno, sono previste  inziative politiche, incontri, concerti e tanto altro fino al 22 luglio. Per maggiori informazioni in merito vi invitiamo a consultare il sito http://www.sgworld.it/.

h1

Su Pier Paolo Pasolini…

June 25, 2007

Sono molto d’accrodo con l’appello lanciato da Walter Veltroni sulla riapertura dell’inchiesta sull’assassinio di Pier Paolo Pasolini. C’è un risarcimento che noi tutti dobbiamo ad uno dei più grandi intellettuali che il nostro Paese abbia mai avuto ed è la ricerca della verità sulla sua morte coperta, come molte altre di questo paese, da molti lati oscuri, da troppi lati oscuri. A più di trenta anni da quel maledetto giorno di novembre è sempre più evidente che la “verità” di allora non è nè accettabile nè credibile. Roma, che ha avuto tanto da Pasolini, e ora giustamente , tramite il suo Sindaco si adopera affinchè la giustizia chiarisca ogni mistero. Chi visse quei momenti non può dimenticare lo stupore, l’incredulità di fronte alla notizia dell’assassinio  di Pasolini. Lo sbigottimento e il dolore non impedivano però di comprendere come ci trovassimo di fronte a un fatto sconvolgente, a qualcosa che non era dissimile dalle stragi fasciste che avevano insangiunato l’Italia negli anni precedenti. Tutti sentivano che, dietro i crudeli particolari del fatto di cronaca si fosse consumato un delitto che aveva il chiaro significato di mettere a tacere una voce scomoda, libera, un intelletuale che aveva ed esprimeva una lucida, intransigente visione sulla condizione della società italiana. Pochi credettero al gesto violento e balordo della profonda periferia romana. Solo poco tempo fa Pelosi si è deciso a dire che la verità non era quella emersa al processo, senza spiegare bene cosa avvenne. Guardando oltre la cronaca l’assassinio di Pasolini  sembrò già allora e sembra ancor più oggi un attacco a quella cultura che contribuì negli anni ‘60 e ‘70 a far crescere la coscienza civile e lo spirito pubblico del nostro paese, a far evolvere quella cultura che sprovincializzò l’Italia, che seppe mettere in discussione gli equilibri e i modelli culturali dominanti . Molto forte fu il rapporto che si consolidò tra Pier Paolo Pasolini e la Federazione dei Giovani Comunisti a Roma. Il rigore pasoliniano aiutava a comprendere come la politica di sinistra dovesse essere un’idea e una pratica fondante su una profonda tensione morale, su un’idea forte di trasformazione del mondo. Quante volte in questi anni ci siamo sentiti dire o ci siamo detti che nella cultura Italiana manca una voce come quella di Pasolini. Manca una voce , per dirla alla Severino “un’increspatura del mito” dove il mito e la realtà che sembra immutabile e incapace di trasformazione. Un’increspatura e un graffio che solo la ragione critica e lo scritto corsaro può mettere in campo. Egli e la sua opera stanno nella grande scia tutta italiana che affonda le sua radici nella Ginestra di Leopardi, nei grandi moralisti che ci hanno sempre richiamato all’impegno e alla coerenza nelle scelte personali e collettive.

Antonio E. 

h1

Chi guiderà il Partito Democratico?

June 21, 2007

Impazzano sulle prime pagine dei giornali i nomi che più o meno sicuramente concorreranno alla carica di leader del Partito Democratico. Le votazioni del prossimo 14 ottobre saranno aperte a tutti coloro i quali vorranno partecipare alla prima assemblea del PD. Impazzano i pronostici, e a questo punto anche noi siamo chiamati a dire la nostra…

Vi invitiamo a esprimere le vostre idee, opinioni… Chi vorreste alla guida del Partito Democratico?

h1

Cultura mafiosa e coscienza democratica

June 16, 2007

Le più svariate manifestazioni del crimine sembrano non impressionare più la nostra coscienza collettiva e un popolo, inerme, accetta il comune destino di sudditanza allo strapotere dell’anti-stato criminale e con tacita rassegnazione prende atto della propria condizione di popolo di vinti. Lessi i Malavoglia molto tempo fa, ed ero convinto che per noi sarebbe andata diversamente. Erano gli anni in cui Benestare, il mio paese, conosceva un periodo economicamente fortunato, la piccola politica locale aveva ben presente l’idea di stato sociale, le nostre scuole erano strumenti di proselitismo democratico, di asilo dalle tentazioni criminali. Ricordo un’oasi felice nel cuore della terra dei mammasantissima. Credevo che la nostra specificità culturale avrebbe con tempo contagiato le località limitrofe, paesi della Locride storicamente più esposti alla mafia e alla cultura mafiosa. Il seguito prova che avevo torto! Storie di emigrazione giovanile, di sfruttamento , di lupare bianche , di cementificazione selvaggia , di cattiva amministrazione della cosa pubblica, di depressione conomica. Mentre le istituzioni democratiche predicano dai loro pulpiti legalità e giustizia, sul nostro territorio le cosche ricavano profitto dalle loro attività criminali quasi indisturbate. Non è difficile intiurire quanto potere le cosche della ‘ndrangheta abbiano e quanto possano influenzare le nostre sorti. Ma il destino della nostra terra sarà comunque figlio anche delle nostre scelte. C’è da fare una distinzione, tra mafia e cultura mafiosa, quest’ultima comprende quell’universo fatto di credenze popolari e di atteggiamenti sociali che, pur non essendo classificabili nel novero degli atti da ritenere criminosi, non si pongono nè in netta opposizione alla criminalità organizzata , nè a sosegno di chi con qualsiasi mezzo la mafia combatte. L’esatto contrario di coscienza democratica. La cultura mafiosa è il consolidamento e il rafforzamento di ciò che convenzionalmente e opportunatamente è chiamato mafia. Essere antimafiosi è in modo particolare un fatto culturale, dovrebbero tenerlo presente  le nostre isituzioni e la scuola pubblica, ad essa spetta l’oneroso compito di educare i giovani al senso civico e alla convivenza democratica. Una scuola  a misura di bambino, è questo ciò che chiediamo, una scuola dove il bambino ha voglia di apprendere perchè l’insegnate ha saputo organizzare spazi e tempi di insegnamento. La lotta alla mafia deve affondare le sue radici proprio nei più piccoli, perchè solo dalla prospettiva infantile è possibile guardare a un mondo diverso. Se avremo il coraggio e la volontà di impegnarci, e di essere pungolo per le istituzioni, al fine di creare una scuola diversa e un diverso modo di fare scuola, saremo in grado di lasciare ai nostri figli strumenti culturali per ideare e costruire una Calabria, una Locride diversa…

Rosario R.

h1

Contro la pena di morte

June 14, 2007

Delle volte si rischia, soffermandosi a esaminare solo la  contingenza dei fatti, ciò che è contemporaneo alle nostre azioni, di tralasciare, di dimenticare certi temi di rilevanza mondiale. Parlo della proposta, di cui l’Italia è baluardo, di una moratoria internazionale per la pena di morte. Uno dei  rari casi di  concordanza tra i  partiti che ci rappresentano. Un esempio di civiltà proprio della storia, del vissuto del nostro Paese, della nostra Europa. Tutti d’accordo, tutti favorevoli ad appoggiare una proposta (e insieme una protesta)  perchè nessuno Stato sia assassino, perchè nessuno tocchi Caino. Ci uniamo al coro unanime che da ogni dove si sta levando perchè quello alla vita sia  concretamente un valore indisponibile.  Nessuno Stato democratico può ammettere, tra le forme della legalità, una giustizia, una politica che si macchi  tali crimini. Rabbrividisco quando sono spettatrice di argomentazioni  (per fortuna diventate più uniche che rare)  a sostegno di punizioni totali, assolute, che mettano fine una volta per tutte a uomini o donne che hanno peccato. Propria dell’uomo è la capacità di compiere atti più elevati rispetto a quelli degli animali, ma propria dell’uomo è anche la possibilità di toccare infimi fondi di inciviltà, ben peggiori di azioni compiute da bestie. Chi uccide, chi commette un crimine, può pentirsi, può decidere di ripensare, di rimoludare il proprio passato, di trascendere dalle proprie scelte. Un uomo, seppur privato della sua liberta fisica, può essere rieducato, può voler cambiare e  essere riammesso nella società. Proprio questa, spesso, è centro di imputazione di scelte sbagliate, può aver contribuito a deviare, ad annichilire un essere umano.  Non giustifico un uomo o una donna che abbiano volutamente, premeditatamente ucciso un loro simile; condanno fermamente, in maniera inappellabile, uno Stato che ha spinto una leva, premuto un pulsante, girato una manovella per spegnere una vita….

Anna Maria P.

h1

Grazie, caro Compagno…

June 11, 2007

A 23 anni da quel triste giorno, anche la Sinistra Giovanile della Locride vuole unirsi al ricordo di quel grande uomo e compagno che fu Enrico Berlinguer. Una persona da cui trarre esempio, che fece della questione morale un baluardo della sua lotta politica, che innalzò i valori della sinistra. Grazie, caro Compagno!

” I gesti, le azioni, che gli uomini e le donne giuste compiono im vita, sopravvivono al tempo e alla morte”